Mercato Ittico Schiavonea: il comune si defila.

La volontà dell’amministrazione comunale è quella di affidare la gestione del mercato ittico di Schiavonea ad un soggetto privato, il che potrebbe significare una dissoluzione della società Meris che attualmente lo dirige. La Meris srl è nata nel 1998 e si compone a livello societario da una parte pubblica, che rappresenta il 97,5% delle quote di cui è proprietario il Comune di Corigliano, ed una parte privata che rappresenta il 2,5% delle quote. Com’è noto la Meris società misto pubblico privata non ha mai “navigato”  in condizioni economiche favorevoli con naturale ripercussione sulle casse dell’ente comunale. Di tale approssimazione e pessima condizione economica ne risente da tempo proprio il Mercato Ittico che racchiude la seconda flotta peschereccia più grossa di tutta la Calabria, ossia la marineria di Corigliano. Settore quello della pesca di vitale importanza per l’economia coriglianese , la flotta peschereccia della marineria di Corigliano si caratterizza per l’attività svolta da oltre 180 motopescherecci e barche di piccola pesca oltre che da alcune centinaia di addetti nel settore del commercio all’ingrosso ed al dettaglio di prodotti ittici. Il nuovo soggetto societario, pensato dai commissari prefettizi, potrebbe prevedere una capitalizzazione misto pubblico-privata ma che sgravi da onerose responsabilità l’ente. Si ipotizza ad una percentuale au pair tra ente e soci privati. Negli anni passati, per come si evince dagli esercizi economici del comune e secondo quanto rilevato dalla Corte dei Conti la Meris srl registra risultati di esercizi negativi pari all’incirca a 150.000.00 euro di perdite. Nel 2009 il comune per la Meris in sede di riequilibrio è stata prevista una quota occorrente alla copertura della relativa perdita. La Meris srl allora presentava perdite per € 85.947,00 i cui oneri a carico dell’ente, superano €67.000 già impegnati nel consuntivo 2008. Le perdite presentate dalla Meris in tutti i bilanci del comune hanno sempre richiesto gli interventi previsti dall’art. 2447 del Codice Civile  “riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale - per la perdita di oltre un terzo del capitale gli amministratori o il consiglio di gestione e, in caso di loro inerzia, il consiglio di sorveglianza devono senza indugio convocare l’assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al tetto minimo, o la trasformazione della società”. La società ad oggi continua a non versare in condizioni economiche favorevoli per il socio maggioritario ossia  il comune di Corigliano che nei giorni scorsi ha convocato un tavolo istituzionale al fine di trovare una soluzione all’annosa problematica.

Tra le idee maturate nel corso dell’incontro anche quella di variegare l’offerta mercatale del pesca proponendo una diversificazione della tipologia del prodotto, oggi acquistato quasi esclusivamente all’ingrosso o all’asta. La società Meris, inoltre, è stata anche inserita all’interno del fascicolo Santa Tecla per quello che riguarda la nomina di un soggetto esterno come rappresentante della parte privata allo scopo di “tutelare” gli interessi di Antonio Bruno, alias Giravite, fino al giorno della sua morte capo, avvenuta nel giugno del 2009,  della consorteria mafiosa coriglianese.

 

I commissari prefettizi del Comune di Corigliano Calabro.

 

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